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COMUNICATO STAMPA 08 GIUGNO 2020

Matteotti Giacomo

COMUNICATO STAMPA 15 MAGGIO 2020

COMUNICATO STAMPA 26 APRILE 2020



"Quando Dio tace, gli si può far dire quello che vuole" Jean-Paul Sartre



Il 2020 si prospetta come uno degli anni più difficili della storia repubblicana: il covid-19 che miete numerose vittime e non accenna a fermarsi; la recessione economica, che per la chiusura di tutte le attività economiche non essenziali del nostro paese, risulterà probabilmente inevitabile. Già ad aprile, ci rendiamo conto che questo sarà un anno difficile da cui risollevarsi.

Se da una parte i dati e le stime ci scoraggiano e ci mettono paura, dall'altra il rispetto delle regole dettateci dal Governo sotto consiglio dell'ISS ci fa ben sperare di superare tutto questo, e di uscirne il prima possibile. Le regole sono poche e chiare, ma a quanto pare non semplici da rispettare per tutti. In particolare la comunità scientifica raccomanda la necessità di evitare i contatti e di rimanere assolutamente a casa. Ma come in ogni gruppo, in ogni comunità, sfortunatamente le pecore nere ci sono sempre e l'Italia non fa eccezione. In un momento così grave, un momento che richiederebbe unità e collaborazione da parte di tutti c'è qualcuno che per il proprio tornaconto personale se ne frega degli oltre centomila contagiati e dei quasi quindicimila morti rischiando di costringerci a piangere nuove vittime.

Non bastano i runner e nemmeno gli universitari campani con le loro feste di laurea, compare, come sempre, Matteo Salvini, leader della Lega, che nel momento più difficile per la nostra società, come se non avesse di meglio da fare, propone di riaprire le Chiese per le celebrazioni delle messe nel giorno della Santa Pasqua, asserendo che per sconfiggere il virus "la scienza non basta".

Lo stesso Salvini, cattolico per eccellenza, che quattro anni fa, sul tema immigrazione chiedeva espressamente ai vescovi di "non rompere le pa…".

Lo stesso Salvini, che violando (per non dire altro) il principio di laicità, fondamento di ogni stato moderno, invece che lottare per la crescita economica del paese, o per la risoluzione di gravi problemi come ad esempio l’evasione fiscale, oppure la criminalità organizzata, si batteva - udite udite- affinché nelle scuole fossero presenti i crocifissi e i presepi.

Ma, sopratutto, lo stesso Salvini, cattolico per eccellenza, che bandisce la propria fede con il rosario in mano, invocando ad ogni comizio la Vergine Maria, e poi chiude i porti, rifiuta “lo straniero”. (Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché […] ero straniero e mi avete accolto» Mt 25,34-35).

L’utilizzo della religione per scopi politici, che personalmente mi fa rimembrare, ad esempio, un tristemente famoso “Gott mit uns” sulle divise della Wermacht, non è certamente uno strumento nuovo ma, oggi come allora, supera i limiti del sopportabile.

Ma il Buon Dio che dall'alto dei cieli ci osserva, non accetta e accetterà anche le preghiere da casa, a patto che siano sincere? Ciò che dovrebbe invece risultare inaccettabile, non per Dio, ma per chiunque, è questo utilizzo osceno che la Destra e in particolare l'ex ministro fa da troppo tempo della religione, utilizzata come strumento propagandistico anche in un momento così grave.

A chi lotta tutti i giorni tra la vita e la morte, a chi ha perduto un caro senza nemmeno poterlo salutare, a chi non ha più un lavoro; è proprio a loro che la politica e tutta la popolazione dovrebbe volgere ogni giorno il proprio pensiero e il proprio interesse.

Non è questo il momento della propaganda, non è questo il momento di inventare problemi inesistenti, né di strumentalizzare le credenze della gente per accaparrarsi voti in più . Sarà difficile, ma, come sempre abbiamo fatto, supereremo anche questo. "Questa notte passerà, o la faremo passare", come diceva De Gregori.

Oggi è il momento dell'unità.

Domani quello dei voti.

"Viva l'Italia, l'Italia che resiste".

Giuseppe Maria Toscano

Enzo Maraio
COMUNICATO STAMPA - 31 marzo 2020



Care compagne, Cari Compagni,

ad un anno dal Congresso straordinario che mi ha eletto Segretario del partito voglio ringraziarvi, di cuore, per il lavoro che svolgete quotidianamente sui territori, nelle istituzioni e nelle singole sezioni. Con passione e, spesso, l’abnegazione personale.

Solo un anno eppure tutto è cambiato: da un nuovo Governo a questa emergenza senza precedenti, che ci mette di fronte una nuova Italia alla quale dovremo saper dare nuove risposte.

Eravamo partiti con un governo giallo verde e ci siamo ritrovati in un governo giallo rosso per spirito di responsabilità e per mettere l'Italia al riparo dal rischio di essere travolta dalla deriva illiberale della destra salviniana. Abbiamo modificato il nostro simbolo, reintroducendo il garofano nel ventennale della scomparsa di Craxi e affrontato le ultime elezioni con entusiasmo e impegno.

Nei prossimi mesi dovremo fare, insieme, un lavoro difficile ma fondamentale. Getteremo le basi per la nuova Italia. La storia ci insegna che dopo le grandi “disgrazie” l’Italia si è sempre rialzata più forte di prima e con diversi sistemi di gestione e di poteri. Leggo negli ultimi giorni che si sta alimentando un dibattito sulla necessità di una nuova costituente che ridisegni l’ asset dello Stato. Noi ci siamo! Lo abbiamo detto tempo fa, quando già si intravedeva un decadimento politico e culturale causato dai fautori dell’uomo solo al comando. Lo confermiamo oggi, dove a quel decadimento si è affiancata una grande crisi economica che è solo all’inizio. Nei prossimi mesi dovremo dare agli italiani la nostra visione di Stato nuovo, capace di dare risposte certe e in tempi brevi ai cittadini, che sappia decidere in barba al ballettìo di competenze concorrenti che spesso hanno imbalsamato il Paese. Certo, non ci saranno De Gasperi, Saragat o Togliatti a dare una nuova forma di Stato all’Italia, ma sarà nostro compito contaminare la discussione politica con le nostre idee e le nostre proposte. Non appena usciremo da questa emergenza, convocheremo una conferenza aperta, programmatica e organizzativa dei socialisti italiani, per discutere su tre argomenti fra tutti: riforma dello Stato, riforma dell’Europa, riforma della società che deve inevitabilmente mettere al primo posto la tutela dell’individuo.

Sarà un lavoro duro ma con la collaborazione di tutti quanti Voi saremo in grado di spingere il nostro partito verso una nuova primavera!

Viva il Psi!


Enzo Maraio

Segretario nazionale del P


Gianluca Capristo
COMUNICATO STAMPA - 29 marzo 2020



La dura battaglia che in tutta Italia si sta combattendo contro il coronavirus fa emergere in molti cittadini alcune profonde preoccupazioni, Preoccupazioni rlanciate pochi giorni fa dall’ “Ordine delle professioni infermieristiche della provincia Vicenza”, preoccupazioni che noi socialisti della provincia di Vicenza condividiamo e rilanciamo.

Il rischio è che, passata l'emergenza, le forze della destra che governano la Regione invece considerarla un valore aggiunto alle economie pubbliche regionali, riprendano, come avvenuto prima del diffondersi dell'epidemia COVID 19, a sottovalutare l'importanza della sanità pubblica, siano di nuovo tentati dal considerarla un aggravio di spesa per i bilanci regionali, se non un territorio di conquista per i privati.

Purtroppo in questi 20 anni di governo alcune tra le Regioni più ricche d'Italia, invece di investire in strutture pubbliche sanitarie, in attrezzature innovative capaci di contrastare il diffondersi di nuovi virus, di valorizzare il lavoro di medici e infermieri, guidate da un principio di austerità, hanno preferito sostenere la quota privata a carico dei cittadini e operare notevoli tagli alla sanità pubblica.

Tagli alla sanità pubblica che in Veneto, inquesti ultimi anni si sono concretizzati, ad esempio, nel blocco delle assunzioni nonostante un fabbisogno di medici pari a 1.300 unità. Tagli alla sanità veneta che hanno determinato una notevole riduzione dell'offerta specialistica a vantaggio di strutture private. La Legge 25 ottobre 2016, n. 19 ha visto la nascita di “Azienda Zero” che, nella logica di una spending review regionale, ha dato vita a 9 USLL comprimendo e polverizzando le 21 precedenti, senza tener presente l’incremento demografica della regione. E ancora, i Centri di Servizio per anziani, che negli ultimi anni hanno visto lievitare il costo del servizio creando una forte diseguaglianza tra chi può premettersi di essere assistito a 1.800 euro al mese e chi invece è costretto a farsi curare a casa dai propri cari.

Se la storia serve per leggere i dati del passato e a costruire il nostro futuro allora noi socialisti ci auguriamo che, finita l’emergenza del COVID-19, la Regione Veneto metta mano alla sanità pubblica garantendo un servizio equo a tutti i cittadini, valorizzando sistema sanitario nazionale che è stato il modello vincente, prima dell’arrivo di politiche liberiste che hanno avvantaggiato le aziende private creando gravi disparità tra i cittadini e un servizio inefficiente persino per chi può permetterselo.


Gianluca Capristo

Vicesegretario provinciale PSI provincia di Vicenza


Luca Fantò
COMUNICATO STAMPA - 11 marzo 2020



In questa grave occasione il Governo sta facendo un ottimo lavoro di contenimento del virus COVID19.

Il PSI della provincia di Vicenza auspica che le misure illustrate agli italiani stasera potranno contribuire in maniera definitiva al contrasto dell'epidemia di coronavirus.

Nelle strutture sanitarie pubbliche, il personale tutto sta dimostrando uno spirito di sacrificio e abnegazione di cui noi socialisti non abbiamo mai dubitato.

Nelle scuole pubbliche, fin dai primi giorni di chiusura degli Istituti scolastici, tutto il personale sta lavorando per mantenere, attraverso la didattica a distanza e mantenendo attive le segreterie, un contatto diretto e per quanto possibile costante con alunni e famiglie.

Le forze dell'ordine e la polizia locale stanno dando un contributo importante e giustamente limitato più a vigilare che reprimere.

Tra due settimane avremo la controprova della qualità degli interventi predisposti dal Governo ed attuati da chi per lo Stato lavora.

L'Italia oggi è un esempio per il mondo.


Luca Fantò

Segr. Prov. PSI Vicenza


In Veneto i socialisti devono rilanciare il proprio nome
e il proprio simbolo nel loro spazio naturale, la sinistra



Se c'è una cosa che ci sta dimostrando la drammatica situazione in cui versano il Veneto e l'Italia tutta, è l'importanza delle politiche statali.

Grazie a un sistema sanitario pubblico votato a garantire i servizi ai cittadini più che il risparmio, grazie alla responsabilità di un sistema di istruzione pubblica votato a garantire continuità più che profitto economico, grazie all'impegno di donne e uomini che lavorano nella sanità e nell'istruzione pubblica, nonostante i tagli ed i risparmi, i cittadini in questi giorni di crisi hanno avuto chiara la percezione di uno Stato che agisce al proprio fianco.

La sanità pubblica e l'istruzione pubblica sono gli scogli a cui i cittadini italiani si aggrappano, e sono solidi. Dobbiamo renderli comodi ripari. Gli Enti in cui lo Stato è vero protagonista (ENI, FS) producono ricchezza e le municipalizzate garantiscono quel Socialismo municipalizzato da noi teorizzato e realizzato da oltre un secolo.

In Veneto, in Italia e nel mondo, dopo un trentennio di esaltazione delle politiche neoliberiste e di “de profundis” per i sistemi socialdemocratici, ecco che torna ad affacciarsi la consapevolezza che il Socialismo, nella sua declinazione democratica, sia una prospettiva accettabile se non auspicabile.

Allora il compito di noi socialisti veneti e italiani è quello di cogliere questo nuovo spirito, di rilanciarlo facendo scelte politiche che si muovano in questo nuovo alveo.

Il nome del nostro partito, che è sintesi dei nostri valori di solidarietà e giustizia sociale, è il vessillo da rilanciare, da portare nelle strade, nelle piazze.

Redistribuzione della ricchezza e pari opportunità, che sono gli obiettivi della politica che quei valori ci indicano, vanno riproposti ai cittadini come obiettivi imprescindibili.

Uno Stato forte, ben organizzato in tutti i livelli territoriali, in grado di farsi soggetto dell'economia e non succube della finanza, è lo strumento che noi socialisti dobbiamo contribuire a rafforzare quando non a ricostruire.

Noi abbiamo il compito oggi di smascherare chi da anni sostiene che la parola Socialismo, con tutto ciò che esso rappresenta, appartenga ad un altro secolo.

I nostri obiettivi e gli strumenti per raggiungere tali obiettivi e creare una società ispirata dai nostri valori devono tornare ad essere tali anche per i cittadini ed anche per coloro che nel centrosinistra sembrano averli persi.

Il Socialismo può costruire il XXI secolo. Noi socialisti del Veneto dobbiamo fare la nostra parte imponendo il nostro simbolo, il nostro nome, i nostri obiettivi alle altre forze politiche del centrosinistra (la nostra naturale area politica). Noi socialisti non possiamo abbandonare i nostri spazi, accettare che altri li occupino dopo che noi, col sacrificio di anni, li abbiamo salvaguardati.


Luca Fantò
COMUNICATO STAMPA - 05 marzo 2020



l PSI prende atto della chiusura delle scuole e delle università fino al 15 marzo e auspica che tale misura possa efficacemente contribuire al contenimento del virus COVID-19 sul territorio nazionale.

Il PSI sottolinea come in questa drammatica occasione si stia dimostrando necessaria l’azione di coordinamento ed intervento dello Stato sull’intero territorio nazionale.

Il PSI concorda con la necessità che lo Stato intervenga rapidamente con misure a sostegno delle famiglie degli studenti minorenni costretti a non frequentare le lezioni.

Il PSI sottolinea come l’attuale situazione dimostri la necessità che venga predisposto per gli Istituti scolastici del Paese un protocollo operativo nazionale, anche relativo alle azioni di didattica a distanza, da rendere immediatamente efficace nel caso in cui, negli anni a venire, si dovesse malauguratamente ripetere la necessità di sospendere le lezioni per lunghi periodi.

Il PSI si farà promotore della predisposizione di tale protocollo operativo per gli Istituti scolastici italiani nell’incontro richiesto con la Ministra Azzolina.



Luca Fantò

Referente nazionale PSI Scuola, Università e Ricerca


Luca Fantò
L’ignoranza non può generare altro che ignoranza



Proprio nei giorni in cui più evidente appare l’importanza dell’azione dello Stato in tutto il territorio nazionale, da più parti e su diverse riviste che si occupano di scuola, emergono ingiustificate critiche al lavoro degli insegnanti e del personale statale della scuola.

Un attacco sistematico in atto da tempo e che purtroppo, come abbiamo visto in questi giorni su alcuni account facebook, viene portato anche da chi nella scuola lavora e dovrebbe saper apprezzare lo spirito di sacrificio con cui il personale scolastico tutto affronta l’impegno lavorativo e professionale.

I docenti lavorano molto più di quanto previsto dal CCNL e dalle contrattazioni di Istituto.

Al di là delle spesso formali attività di formazione organizzate dagli Istituti, i docenti sono alla continua ricerca di novità e innovazioni didattiche. Un corpo docente preparato e pronto a rispondere alle emergenze come quelle di questi giorni. Pur consapevoli che agire attraverso lezioni digitali solo in parte potrebbe sopperire alla mancanza di lezioni in presenza, i docenti italiani sono pronti (forse meno alcuni Istituti ancora sprovvisti, grazie ai continui tagli, degli strumenti necessari) ad interagire con i propri alunni attraverso gli strumenti informatici.

Drammatico sarebbe il segnale che verrebbe dato dal taglio o dalla modifica delle procedure di accesso ai 500 euro per libri e formazione.
Irresponsabili sono le estemporanee uscite mediatiche di chi, amplificando i luoghi comuni costruiti ad arte sulla scuola e su chi in essa lavora, propone la riduzione delle “ferie” dei docenti.

L’ignoranza non può generare altro che ignoranza.

Quanto accaduto in questi giorni con il Covid19 lo dimostra. Le reazioni quasi isteriche di alcune Regioni dimostrano quanto importante sia la gestione statale dell’istruzione pubblica.

Per non farci mancare niente poi, dopo le richieste di rimborsi e aiuti statali da parte delle imprese private, anche le scuole private, in queste ore, iniziano a chiedere sostegno economico e addirittura cassa integrazione per i propri dipendenti.

Il PSI ha chiesto circa venti giorni fa un incontro con la Ministra Azzolina, richiesta caduta nel nulla e che presto verrà reiterata nella speranza di poter continuare il rapporto di dialogo che il PSI aveva instaurato col Ministro Fioramonti.



Luca Fantò

Referente nazionale PSI Scuola, Università e Ricerca


Luca Fantò
COMUNICATO STAMPA - 15 febbraio 2020



Si è riunito ieri a Marghera il nuovo Direttivo regionale del PSI veneto.
Due i punti all'OdG: riorganizzazione del Partito ed elezioni regionali.

Il nuovo Segretario regionale, Riccardo Mortandello, Sindaco di Montegrotto Terme, ha aperto i lavori illustrando ai compagni la nuova struttura organizzativa sul territorio.
Le principali novità sono un nuovo Esecutivo regionale non più composto dai Segretari provinciali, la nascita della consulta degli amministratori iscritti al PSI, con compiti di raccolta e comunicazione settimanale agli iscritti delle problematiche territoriali affrontate dagli amministratori del PSI, la creazione di un centro studi col compito di approfondire le principali questioni legate a tematiche regionali.

La delegazione PSI che sta incontrando i partiti in vista delle elezioni regionali ha quindi relazionato quanto sta avvenendo e sui diversi incontri tenuti dal PSI con i partiti del centrosinistra veneto: PD, +Europa, Italia Viva ed Azione.
Il PSI, in tutti gli incontri, ha sostenuto come fondamentali siano la necessità mettere da parte gli attriti interni del centrosinistra e la necessità di denunciare l'incapacità del Presidente Zaia e della sua Giunta nella conduzione della Regione.
Se un titolo può essere dato all'esperienza di conduzione leghista della Regione è “Molto rumore per nulla”. L'autonomia è ancora lontana, la sanità pubblica e viabilità sono prede dei privati, i parchi regionali sono minacciati: questa la cifra del Governo leghista del Veneto.
Siamo ben lontani dal Socialismo dei Comuni che caratterizzava la politica di Matteotti e che forse oggi, ben più dell'autonomia favoleggiata da Zaia, potrebbe migliorare le condizioni di vita dei cittadini del Veneto. Siamo ben lontani dal buon governo che ha caratterizzato altrove i governi di cui il PSI ha fatto parte e fa parte ancora oggi.

A proposito di municipalizzate, oggi il PSI Vicenza, col suo Consigliere comunale Tosetto, sarà presente alla conferenza stampa che il centrosinistra vicentino ha organizzato per denunciare la svendita di AIM.



Luca Fantò

Segr. Prov. PSI Vicenza


Luca Fantò
COMUNICATO STAMPA - 8 febbraio 2020



Si è tenuto anche oggi a Vicenza, in Contrà del Monte, il gazebo del PSI provinciale.
I socialisti vicentini, che da tempo sostengono l'importanza di un centrosinistra che si presenti unito all'appuntamento con le elezioni regionali, hanno spiegato ai cittadini come il governo della Regione Veneto sia stato in questi anni capace più di apparire e auto-promuoversi che di lavorare per il bene della comunità.
La realtà è ben diversa dagli spot di un Presidente della Regione in costante campagna elettorale.
Se la gestione della sanità veneta deve essere il paradigma delle capacità della Lega, ebbene l'autonomia, qualora si dovesse ottenere, farebbe del Veneto terra di conquista per i privati.
Autonomia di cui, a quasi tre anni dal referendum, si parla ancora molto ma si vede ancora poco.
Non solo sanità e autonomia. Le strade del territorio vengono vendute, i parchi regionali minacciati nella loro estensione e quando a chiedere più autonomia nella gestione dei propri territori sono le province come Belluno la chiusura è totale.
Così la Giunta leghista a guida Zaia ha gestito e gestisce il Veneto.
I socialisti oggi a Vicenza l'hanno detto e continueranno a farlo.



Luca Fantò

Segr. Prov. PSI Vicenza


Luca Fantò
Concorso scuola, sembra un gioco di società



Purtroppo lascia perplessi lo scontro che sta contrapponendo il Ministero dell’Istruzione ed i Sindacati.
Infatti le richieste fatte dalle Organizzazioni Sindacali sembrano di buon senso ed alcune erano già state fatte dal PSI in sede di elaborazione del Decreto Legge.
Più che la volontà di non procedere alla pubblicazione dei quesiti oggetto della prova scritta, stupisce la volontà di proporre batterie di 80 quesiti in 80 minuti e il limitato peso che viene dato al servizio ed ai titoli acquisiti. La prova così avrebbe la forma di un gioco di società piuttosto che di strumento per constatare la padronanza di specifiche competenze.
Certo tale tipologia sarebbe in linea con quanto il Ministero sta da anni proponendo come sistema di valutazione degli alunni, le prove Invalsi, che spostano l’attenzione della didattica dalle conoscenze facendone mero strumento invece che componente fondamentale dell’essere.
Dispiace e stupisce inoltre la perseveranza con cui si continua a negare ai docenti privi di specializzazione e con servizio svolto esclusivamente su sostegno, la possibilità di partecipare per la classe di concorso da cui sono stati chiamati. Ciò dimenticando quanto importante sia stato il lavoro di questi insegnanti che hanno permesso, in assenza di alternative, di supportare nel percorso scolastico tanti giovani. Noi socialisti chiederemo ai nostri Parlamentari di intervenire immediatamente con un’interrogazione e chiederemo al più presto un incontro con la Ministra Azzolina.



Luca Fantò

Referente nazionale PSI scuola